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02 marzo 2017

 

7 marzo 2017 – Dimensione Domestica atto II°

    DIMENSIONE DOMESTICA Achille e Pier Giacomo Castiglioni e una strana idea di arredamento Atto II

    La Fondazione Achille Castiglioni continua nella sua strategia culturale che ha visto in questi anni l’organizzazione e la cura delle mostre: “L’altra metà dell’avanguardia” (2013), “Gibigiana” (2013) e “Camera di Commercio” (2014), eventi che hanno permesso di mostrare e condividere con il pubblico alcuni progetti significativi del percorso professionale dei fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

    Il 6 marzo 2017 verrà inaugurata una nuova mostra che vuole approfondire un tema indagato in modo assolutamente originale dai fratelli Castiglioni, ovvero quella della “Dimensione Domestica”. Il progetto espositivo, che si sviluppa nell’arco di tre anni, tra il 2016, il 2017 e il 2018, riflette proprio i temi dell’abitare; nel 2016 è stato riproposto l’“Ambiente di Soggiorno” che Achille e Pier Giacomo Castiglioni avevano realizzato per la mostra “Colori e forme della casa d’oggi” (Villa Olmo, Como, 1957); quest’anno viene presentato l’“Ambiente arredato per il Pranzo” della mostra “La casa abitata” (Palazzo Strozzi, Firenze, 1965); nel 2018 il ciclo espositivo si concluderà con il riallestimento dell’“Ambiente per il pranzo” progettato dal solo Achille Castiglioni per la mostra “Mobili italiani” (Tokyo, 1984). Quest’ultimo approfondimento coinciderà con il centenario della nascita dell’autore.

    Per ognuna di queste mostre, negli spazi della Fondazione Achille Castiglioni di Piazza Castello 27 a Milano, verrà presentata una ricostruzione filologica della stanza realizzata dai Castiglioni in quelle storiche occasioni, unitamente ai rari e originali materiali d’archivio, così da permettere ai visitatori di comprendere le caratteristiche degli ambienti e la filosofia progettuale dei due fratelli Achille e Pier Giacomo.

    La mostra “Dimensione Domestica” è curata da Beppe Finessi, il progetto grafico è di Italo Lupi, mentre il progetto di allestimento è di Marco Marzini, che presenta anche una propria interpretazione di uno spazio domestico all’ingresso della Fondazione. -“Ogni tavolo con una tovaglia, è una capanna. Una piccola casa che dura il tempo di una cena, finché gli ospiti non tornano a casa…se ci riescono”-. Marco Marzini

    La mostra sarà visitabile da martedì 7 marzo 2017 e resterà aperta fino al 30 dicembre 2017, con visite guidate sempre e solo su prenotazione Tel. 02.8053606 / fondazione@achillecastiglioni.it

    Si ringraziano: per il patrocinio, il Comune di Milano e ADI Lombardia

    e come sponsor tecnici Alessi e Flos.

     
    DIMENSIONE DOMESTICA Achille e Pier Giacomo Castiglioni e una strana idea di arredamento Atto II

    Una posizione originale, all’interno della grande storia dell’arredamento, è rappresentata dall’opera di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, straordinari progettisti noti soprattutto per gli oggetti a uso domestico, ambito che insieme ai funambolici allestimenti rappresenta al meglio la straordinaria portata della loro azione progettuale. Ma ci sono stati alcuni precisi momenti in cui la loro creatività e la loro curiosità si sono riversate anche in originali progetti di arredamento, molto differenti dalla cultura architettonica del periodo storico di riferimento. Momenti attraverso i quali i Castiglioni, oltre ai singoli oggetti, hanno messo in gioco ancor prima una chiara idea sull’abitare: divertendosi e spiazzandoci, e stabilendo inediti primati anche su un territorio complesso come quello degli interni domestici. Idee sull’abitare provate in tre occasioni speciali, nel contesto di mostre collettive dove, insieme a molti altri progettisti, il ”team” di lavoro degli impareggiabili fratelli Castiglioni aveva immaginato ambienti incredibilmente originali, che nel corso del tempo hanno assunto un significato e un’importanza oggi riconosciuta ed acquisita. Stanze e ambienti che esprimono una domesticità intensa, fresca e non allineata, ricca di intuizioni e invenzioni, di suggestioni e proposte evidentemente innovative.

    La ricostruzione filologica che viene presentata quest’anno riguarda l’ambiente a suo tempo realizzato per la mostra “La casa abitata”a Palazzo Strozzi (Firenze, 1965), dove insieme ad altri14 progettisti (da Edoardo Gellner a Gregotti Meneghetti Stoppino, da Vico Magistretti ad Angelo Mangiarotti, da Luigi Moretti a Leonardo Ricci, da Leonardo Savioli a Ettore Sottsass a Marco Zanuso) si cimentano anche Achille e Pier Giacomo Castiglioni, nel dare forme inedite alle nuove esigenze dell’abitare, con un “Ambiente arredato per il pranzo”, dove una stanza rettangolare con una tavola non completamente apparecchiata, in un “appartamento volutamente non caratterizzato da una precisa classificazione sociale”, suggerisce un’idea di libertà comportamentale e ancor prima d’uso. Una proposta dove sono i singoli oggetti, nel loro insieme, a suggerire un’ipotesi non borghese dell’abitare, attraverso presenze che si possono spostare (come il celebre contenitore mobile “Rampa” su ruote) e ricomporre a piacere nello spazio. Un ambiente ancora una volta fatto per frammenti, attraverso l’accostamento – misurato colto accelerato – di singoli oggetti ed elementi d’arredo che proprio nel loro insieme, e nelle rispettive posizioni reciproche, determinano e suggeriscono una proposta per l’abitare contemporaneo. Una strana idea di arredamento, affidata alla sommatoria – intelligente controllata accelerata – di singoli oggetti, e allo spazio immaginato tra loro, continuamente da reinventare.

    Un’idea originale di “Dimensione Domestica” che realmente non ha eguali nella storia dell’arredamento e del design, che già Achille Castiglioni aveva ripreso e mostrato negli anni Novanta, e che oggi viene riproposta e ricostruita all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, dove magicamente conviverà con lo spazio dove i fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni avevano sempre lavorato, sognando divertiti un altro mondo, più scanzonato e meno ingessato, e certamente più libero.

    Beppe Finessi